Sete Lágrimas European Tour 2012 @ Festival Internazionale Mozart a Rovereto: Rovereto (Italia)

23 Agosto 2012
Castel Pietra, Calliano
Sete Lágrimas - Castel Pietra, Calliano - ore 21.00

Un giovane ensemble portoghese propone un programma di rarissima esecuzione, con musiche prodotte nelle colonie portoghesi: un viaggio attraverso i cinque continenti, con musiche che partono dal Villancico portoghese rinascimentale per dipanarsi in percorsi contaminati con interpretazioni e tradizioni locali. Un'esperienza sicuramente inedita nell'ambiente, nuovo per il pubblico del Festival e ricco di fascino, del Castello di Calliano.

Direction et voix : Filipe Faria, Sérgio Peixoto
Inês Moz Caldas, flûtes
Hugo Sanches, théorbe, luth, vihuela
Mário Franco, contrebasse
Rui Silva, percussions

Concert:
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Programma:
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Festival:
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Prezentazione:
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Festival Internazionale Mozart a Rovereto

Immaginiamo di essere nella Vienna dove vive e lavora il giovane Mozart dopo aver lasciato il suo ‘posto fisso’ a Salisburg è una città multietnica, diremmo oggi, dov’è possibile incontrare gente di diversa provenienza, che arriva anche da regioni lontane dell’impero per presentare le proprie istanze, per svolgere il proprio servizio, per studiare e lavorare. Salisbughesi, austriaci – due cose diverse! – cechi, moravi, slovacchi, ungheresi, italiani… tutti riuniti più o meno pacificamente sotto le materne (e quando serve severe) ali dell’aquila bicipite.
Nella retorica asburgica non si parla di ‘stranieri’: l’imperatore riconosce tutti i popoli del suo composito impero come figli (anche se non tutti riconoscono lui così pacificamente come buon padre; ma questo succede anche nelle migliori famiglie). Se tutti, comprese le minoranze delle varie regioni, erano popolo ‘fratelli’, chi era allora lo straniero, il nemico? Senza dubbio il Turco! Quello che era arrivato alle porte di Vienna un centinaio di anni prima che Mozart si affacciasse sulla scena della capitale imperiale, che chiamava Dio in un altro modo e che per tanti aspetti faceva ancora paura, nonostante la sonora sconfitta subita nel 1683. Ma anche quello di cui gli imperiali avevano studiato la tecnica militare, quello cui veniva riconosciuta la pari dignità. Quello che aveva abbandonato sotto i bastioni della capitale i sacchi di caffè, regalando ai viennesi una deliziosa bevanda, e quello di cui ammirare le bellissime bande militari: la musica dei giannizzeri ottomani Vienna la conosceva bene, e aveva imparato a imitarla, tanto da predisporre persino i nuovissimi pianoforti con le ‘turcherie’ azionate alla bisogna per dare colore alla propria musica.
Tutti scrivono ‘alla turca’: Mozart, Haydn, Gluck, la crème dei musicisti della città e dell’imperatore. I turchi sono stranieri ma vicini di casa; le turcherie richiamano qualcosa di cui si ha esperienza diretta, e lo scambio con gli ottomani nell’Europa del secondo Settecento è continuo anche grazie al commercio e alle relazioni diplomatiche.
In occasione della sua 25a edizione, il Festival Mozart prende dunque spunto da questa storia di vicina lontananza, di curiosità e di paura reciproca, e propone un percorso musicale che si snoda lungo il filo dell'esotismo (inteso in senso ampio e generico), dai riferimenti alle tradizioni delle regioni di confine europee o delle colonie presenti fin dal Seicento, attraverso il gusto turchesco del periodo mozartiano, fino al vero e proprio esotismo musicale ottocentesco, per concludere con la piena cittadinanza nella nostra cultura attuale di musicisti nati e formati altrove che si confrontano e si mescolano con la tradizione occidentale (i compositori colti di area persiana). Il tema è anche occasione per riflettere sui concetti di distanza e prossimità, e su come è cambiato il nostro rapporto con culture e persone considerate fino a poco tempo fa ‘esotiche’ e che oggi abitano le nostre città e le nostre case; paradossalmente la storia del Novecento ha invece a lungo allontanato e separato quelli che erano ‘fratelli’ all’epoca di Mozart. Così, per raccogliere o riprendere i fili di una conoscenza musicale reciproca, il Festival quest’anno proporrà al centro della rassegna una festa di piazza con musicisti provenienti da altre tradizioni culturali ma residenti e attivi in Trentino.
Come d’abitudine nelle ultime edizioni, il progetto del Festival si snoderà attraverso i concerti ma percorrerà anche proposte diverse, dal cinema alla mostra dei lavori realizzati dai bambini che hanno partecipato ai laboratori proposti nel corso dell’anno.  

Angela Romagnoli
direttrice artistica